Igei, il drago che faceva judo, entra nelle scuole e lotta contro il bullismo
Bellissima iniziativa istituzionale quella nata dalla collaborazione tra Stefano Pressello e Alessandro Bruyère, organizzata dal Comune di Fiumicino, con l’ Assessore servizi sociali, Salute, sport, scuola e infanzia, che presenta alle scuole il drago judoka e il suo romanzo come potenti strumenti educativi
Lunedì 9 marzo 2015 si è tenuto presso gli uffici comunali di Fiumicino un incontro tra Alessandro Bruyère, campione mondiale militare di judo con un ricco palmares alle spalle e autore del libro “Igei, storia di un drago che faceva judo” edito da Italiajudo, l’assessore allo sport Paolo Calicchio e i dirigenti scolastici del Comune di Fiumicino. L’incontro è stato organizzato grazie all’aiuto di Stefano Pressello, agente di Polizia Penitenziaria, insegnate di judo presso la società Mushin Club di Fiumicino e plurimedagliato atleta Master (categoria in cui può vantare una medaglia al Mondiale e cinque medaglie ai Campionati Europei), grazie al suo impegno attivo con le scuole fiumicinensi.
Bruyère e Pressello sono entrambi judoka ex atleti delle Fiamme Azzurre, Gruppo Sportivo Militare per il quale i due hanno combattuto assieme per alcuni anni.
L’incontro era teso a presentare al Comune, rappresentato dall’assessore allo sport, e alla Scuola di Fiumicino un progetto che Alessandro Bruyère e i suoi editori, la Italiajudo s.r.l, hanno pensato per divulgare il metaforico romanzo e quindi il judo.
L’idea è infatti quella di presentare alle scuole e ai profani della disciplina i valori che Igei, e quindi il judo, portano con sé. Valori ovviamente non solo riguardanti l’aspetto fisico, già di per sé imprescindibile nella crescita del bambino, ma anche e soprattutto quello disciplinare e comportamentale. Alessandro Bruyère ha presentato il suo scritto come un allegoria di valori necessari alla società moderna. “Igei, storia di un drago che faceva judo” si propone infatti non solo come utile testo di narrativa, ma anche e soprattutto come uno strumento educativo efficace e divertente. Presenta in maniera semplice e simpatica il judo nelle sue basi più semplici, e incarna i problemi che un qualsiasi tipo di diversità comportano per bambini e ragazzi dell’era contemporanea.
Affronta inoltre tematiche nodose e importanti, che non si può fingere che non esistano nella scuola e nella società di oggi. Una su tutte quella del bullismo, trattato nel libro in maniera tale che il judo venga percepito non come una soluzione violenta, ma come una disciplina che previene lo spiacevole fenomeno, ed insegna valori e virtù che spesso rimangono nascosti al bambino.
Il progetto, vede forti agevolazioni per le scuole, in maniera tale che la divulgazione del judo possa essere facile e reale, e incontri tra l’autore del libro, i bambini ( a volte lo stesso Igei) e rappresentanti delle società di judo che coprono le zone limitrofe alle scuole.
La presenza di Stefano Pressello all’incontro ha infatti fatto in modo che l’assessore allo sport Paolo Calicchio e i dirigenti scolastici potessero individuare un referente a cui poter fare capo una volta che il progetto avrà preso piede. L’ex atleta Fiamme Azzurre insegna judo ai bambini presso gli istituti Lido Faro e E. Segrè di fiumicino, ed ha messo a disposizione il suo tatami per lezioni di prova gratuite, proposte ai bambini delle scuole di Fiumicino che dopo l’incontro e dopo aver letto l’entusiasmante storia del giovane drago judoka, volessero avvicinarsi all’arte marziale.
Nel pomeriggio presso la scuola elementare Lido Faro si è tenuta una prima presentazione del libro, a cui hanno partecipato ben dieci classi di una quindicina di bambini ciascuna, e in cui Alessandro Bruyère ha potuto far conoscere agli studenti il giovane drago judoka e il suo romanzo e Stefano Pressello ha potuto presentare l’A.s.d. Mushin Club e spiegare cos’è il judo e cosa avviene durante una lezione di judo, ponendo l’accento sull’aspetto ludico-motorio e su quelli della disciplina e del rispetto delle regole, insegnati in modo divertente ma contemporaneamente con serietà.
Un’iniziativa tanto importante quanto utile, che senza dubbio piano piano prenderà una forma ancora più concreta e forse riuscirà a far conoscere maggiormente il judo. Nella sua veste di affascinante disciplina olimpica e in quella di Via capace di cambiare e migliorare la vita di qualsiasi persona.


